Duecentocinquantasette iscrizioni. È questo il limite raggiunto (e superato di qualche unità), che il team organizzativo di Judolandia si pone da sempre. Questa scelta è legata alla parola RISPETTO: rispetto dei tempi di attività sul tatami, rispetto dei tempi di attesa per i bambini e per le famiglie che dopo due ore al massimo sono libere e possono godersi il resto della giornata, rispetto per i numerosi volontari che hanno scelto di lavorare per l’associazione domenica 1° febbraio e rispetto nel proporre un evento ricco, sano e motivante per il futuro dei giovani judoka.
Hanno aderito alla manifestazione svoltasi a Gorle venti società lombarde, alcune con un nutrito numero di giovani promesse, come la Sankaku Bergamo con 25 iscritti o il Mon Club Como (con gli innesti bergamaschi di Cene, Fiorano e Gazzaniga) con 23 iscrizioni. Ma molti altri club hanno superato le dieci presenze come il Ronin Monza, la Polisportiva Besanese, la Sen No Sen Calusco, la Jitakyoei Ciserano, Il Judo Club Clusone, Judorio e il Judo Osio Sotto. Ma anche le società che si sono presentate con meno allievi hanno contribuito a rendere splendida la mattinata, che dal punto di vista organizzativo non ha avuto intoppi, a partire dall’accoglienza, passando per la fase di riscaldamento collettivo, condotta da Mario Brugnetti, supportato dal gruppo di giovani collaboratori e arrivando alla vera e propria manifestazione, divisa in due momenti: combattimento e parte ludica. In entrambe le fasi, la schiera di volontari dell’Associazione Kodokan Judo Bergamo ha fatto la differenza, partecipando in veste di giuria, arbitri, supporto informatico, fotografi e animatori dell’area giochi. Circa cinquanta collaboratori dai dodici ai settant’anni (tanti quanti gli atleti Kodokan iscritti alla manifestazione), hanno permesso una conduzione serena e puntuale.