PierAttilio Maino

Bergamo 05/09/1952
Fortaleza 27/07/2025


Il M° PierAttilio Maino ci ha lasciati prematuramente in una assolata domenica d’estate, in quel di Fortaleza, capitale del Cearà, nord-est del Brasile, vicina a Cumbuco, ridente cittadina affacciata sulle acque equatoriali dell’oceano atlantico, intensamente colorate dalle vele dei kitesurf e animate da un via vai internazionale, dove ha vissuto gli ultimi 25 anni.

Inizia la pratica del judo ormai adulto, nel 1974, a 22 anni, presso la palestra CORAL, in Borgo Palazzo, a Bergamo, sotto la guida del M° Battista Fratus, attorniato da un gruppo di eccellenti judoisti. Si appassiona parecchio, tanto che agli allenamenti alla CORAL, integra precocemente la partecipazione al circuito degli Amici del Judo, stringendo amicizia con i fratelli Vismara e tutto il team ADJ degli anni d’oro, stage internazionale di Bertinoro compreso. In particolare si lega ad Alfredo e ne segue gli insegnamenti. Si forgia quindi con una molteplice esperienza judoistica che, oltre al bagaglio tecnico, gli permette di acquisire metodo, didattica, basi storiche, filosofiche e pedagogiche.

PierAttilio ha il cuore che pulsa per il Judo. E brucia le tappe.
Nel 1979 si licenzia dal sicuro lavoro di perito meccanico ed è a Roma, all’allora Accademia Nazionale Italiana Judo, al corso Istruttori, che a quel tempo durava ben 3 mesi. Sotto la ferrea guida dell’allora colonello Evangelisti.

Tornato a Bergamo inizia a collaborare e ad insegnare in diverse realtà in città e provincia, sino all’apertura, nel 1981, della palestra Puma, al Villaggio degli Sposi, con Paco Pasotti. Nel 1985 è la volta della palestra Azzurra a Curno e, nel 1989, fonda il Body Park CUS Bergamo, la più nota e longeva delle sue creazioni.
Apre diverse sedi: a Ponte San Pietro, a Seriate, a Gorle, nel cuore di Città Alta, inizia ad attorniarsi di validi collaboratori, porta il Judo nel mondo della scuola, scrive di Judo sui media locali e nazionali. Nel 1988 esce il suo libro Caro Judo, dedicato alle fasce giovanili. Il suo è uno dei primi dojo in Italia ad accogliere un corso di judo per persone diversamente abili che porterà, negli anni, ben sette judoisti down al grado di cintura nera.
Con lui cresce una importante generazione di judoisti di primissimo piano, molto appassionati e uniti. 

 

Le punte di diamante sono rappresentate prima da Fabrizio Francese, judoka dalla efficacia tecnica ed eleganza eccezionali e poi da samurai Mauro Pasta, entrambi pluricampioni italiani. Ma, appunto, è una intera generazione che cresce con lui.

Poi la svolta.
Nel 1999 lascia le redini della società al fratello Emilio, a Fabrizio Francese e a Edoardo Genovesi e si trasferisce in Brasile per una nuova attività imprenditoriale nel campo della fotoceramica.
A Cumbuco, oltre alla casa e al lavoro, costruisce anche una nuova famiglia con la moglie Veronica e il figlio Thiago.
Nei primi anni in Brasile segue la rappresentativa giovanile del Cearà, guadagnandosi la stima e il rispetto del mondo judoistico brasiliano, con la federazione giallo-verde che lo promuove al sesto dan. Grado prontamente riconosciuto dalla federazione Italiana.
Annualmente fa ritorno in patria, sempre molto ben accolto, dove porta la sua esperienza judoistica e di vita e viene chiamato per lezioni e stage un po’ in tutta italia.
Gli ultimi anni lo vedono tesserato per il Judo Club Alghero, dell’amico e maestro Gavino Piredda.
Un carattere schietto, diretto, deciso, senza fronzoli, lo ha contraddistinto nella vita e nella sua avventura judoistica. Ha lasciato molto. E molto rimarrà.

Per ricordarlo sul tatami è organizzato un evento a Gorle, sabato 6 settembre, a cui sono invitati tutti quanti lo hanno conosciuto ed apprezzato.