Sabato 30 maggio Matilde Barbato guadagna un bel bronzo nel torneo Internazionale “Città di Genova” dedicato alla fascia Under 18 e seconda tappa del circuito Trofeo Italia, valido per l’assegnazione di punti per la ranking list nazionale.
Matilde esordisce a + 70 kg con la sua tradizionale rivale lombarda, l’atleta del Judo Samurai Shakiratou Songne, con cui in questa occasione vince in meno di una ventina di secondi dall’hajime: prese conquistate e un fulmineo seoi otoshi sorprendono l’avversaria, che è costretta ai ripescaggi. Sale invece Barbato, che guadagna la semifinale, dove trova la veneta Silvia Sabaini del Judo Acquafresca, che parte forte, con presa alta a destra che costringe la bergamasca ad una postura piuttosto chiusa e difensiva. Ciò porta, dopo un minuto, al primo shido. A questo punto Matilde alza la guardia e tenta un attacco in harai goshi, ma Sabaini blocca e sfrutta il ritorno in posizione di Barbato per attaccare a sua volta in harai makikomi, valutato wazaari.
Nella fase a terra Barbato riesce a non farsi immobilizzare e prova a ribaltare la situazione, senza però riuscire a sfilare la gamba da quelle dell’avversaria. Costretta ad alzare il ritmo, Barbato impone la sua ottima preparazione fisica e mette alle corde Sabaini, che si difende e a tre secondi dal termine, nell’ultimo disperato attacco in seoi otoshi, squilibrata all’indietro, subisce il secondo wazaari, che chiude il match. La finale per il bronzo la vede di fronte a Sofia Costa del Kodokan Treviso, atleta con cui ingaggia una vera e propria battaglia che si sblocca dopo un minuto, quando Matilde tenta un attacco di koshi guruma, intercettato da Costa che rovescia all’indietro l’atleta del Kodokan Judo Bergamo, la quale riesce a smorzare la caduta subendo yuko. Altri trenta secondi e Barbato viene sorpresa da un ko soto gake, subendo un altro yuko. Nel minuto successivo Barbato tenta diversi attacchi, soprattutto in seoi otoshi, che però non portano punteggio. A 1’15” dal termine un attacco di Barbato in o uchi gari porta sul fianco Costa e l’arbitro assegna wazaari, ma dopo consultazione con i giudici di tavolo, abbassa a yuko. Nell’ultima parte dell’incontro, Matilde impone il suo ritmo, ma Costa non si tira indietro e il confronto è spettacolare. A venti secondi dal termine, Matilde parte a sinistra, con un bellissimo seoi otoshi e rovescia Costa: yuko e pareggio. le due atlete rifiatano, in attesa del Golden Score. Lo shido dopo trenta secondi, subito da Matilde, ne fa riemergere l’energia e l’orobica tenta un buon seoi otoshi, senza risultato. Bisogna attendere io scoccare del minuto perché Barbato ottenga la meritata vittoria: è suo l’attacco di koshi guruma che costringe Costa ad una difesa go, sulla quale Matilde è lesta a girarsi in o uchi gaeshi e portare al suolo la veneta. Lo yuko assegnato decreta la fine del match e assegna la medaglia di bronzo all’atleta di Bergamo Città Alta, che si allena nelle sedi di Gorle e Seriate, sotto la supervisione del tecnico Mario Brugnetti, che segue il gruppo agonistico. Ad accompagnare Matilde a Genova, il suo primo insegnante Emilio Maino.
Il podio vede sul gradino più alto la leccese Floriana Perrone, campionessa italiana in carica, seguita dalla veneta Sabaini. A fare compagnia a Matilde sul terzo gradino del podio l’altra lombarda Songne.
Matilde esordisce a + 70 kg con la sua tradizionale rivale lombarda, l’atleta del Judo Samurai Shakiratou Songne, con cui in questa occasione vince in meno di una ventina di secondi dall’hajime: prese conquistate e un fulmineo seoi otoshi sorprendono l’avversaria, che è costretta ai ripescaggi. Sale invece Barbato, che guadagna la semifinale, dove trova la veneta Silvia Sabaini del Judo Acquafresca, che parte forte, con presa alta a destra che costringe la bergamasca ad una postura piuttosto chiusa e difensiva. Ciò porta, dopo un minuto, al primo shido. A questo punto Matilde alza la guardia e tenta un attacco in harai goshi, ma Sabaini blocca e sfrutta il ritorno in posizione di Barbato per attaccare a sua volta in harai makikomi, valutato wazaari.
Nella fase a terra Barbato riesce a non farsi immobilizzare e prova a ribaltare la situazione, senza però riuscire a sfilare la gamba da quelle dell’avversaria. Costretta ad alzare il ritmo, Barbato impone la sua ottima preparazione fisica e mette alle corde Sabaini, che si difende e a tre secondi dal termine, nell’ultimo disperato attacco in seoi otoshi, squilibrata all’indietro, subisce il secondo wazaari, che chiude il match. La finale per il bronzo la vede di fronte a Sofia Costa del Kodokan Treviso, atleta con cui ingaggia una vera e propria battaglia che si sblocca dopo un minuto, quando Matilde tenta un attacco di koshi guruma, intercettato da Costa che rovescia all’indietro l’atleta del Kodokan Judo Bergamo, la quale riesce a smorzare la caduta subendo yuko. Altri trenta secondi e Barbato viene sorpresa da un ko soto gake, subendo un altro yuko. Nel minuto successivo Barbato tenta diversi attacchi, soprattutto in seoi otoshi, che però non portano punteggio. A 1’15” dal termine un attacco di Barbato in o uchi gari porta sul fianco Costa e l’arbitro assegna wazaari, ma dopo consultazione con i giudici di tavolo, abbassa a yuko. Nell’ultima parte dell’incontro, Matilde impone il suo ritmo, ma Costa non si tira indietro e il confronto è spettacolare. A venti secondi dal termine, Matilde parte a sinistra, con un bellissimo seoi otoshi e rovescia Costa: yuko e pareggio. le due atlete rifiatano, in attesa del Golden Score. Lo shido dopo trenta secondi, subito da Matilde, ne fa riemergere l’energia e l’orobica tenta un buon seoi otoshi, senza risultato. Bisogna attendere io scoccare del minuto perché Barbato ottenga la meritata vittoria: è suo l’attacco di koshi guruma che costringe Costa ad una difesa go, sulla quale Matilde è lesta a girarsi in o uchi gaeshi e portare al suolo la veneta. Lo yuko assegnato decreta la fine del match e assegna la medaglia di bronzo all’atleta di Bergamo Città Alta, che si allena nelle sedi di Gorle e Seriate, sotto la supervisione del tecnico Mario Brugnetti, che segue il gruppo agonistico. Ad accompagnare Matilde a Genova, il suo primo insegnante Emilio Maino.
Il podio vede sul gradino più alto la leccese Floriana Perrone, campionessa italiana in carica, seguita dalla veneta Sabaini. A fare compagnia a Matilde sul terzo gradino del podio l’altra lombarda Songne.